Una delle collaborazioni più significative dell’Ontopsicologia è indubbiamente quella con l’ONU.
Il 6 giugno 1999, l’Associazione Internazionale di Ontopsicologia ha ricevuto lo Stato Consultativo Speciale all’interno del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite.
Da allora, l’AIO ha promosso un Convegno internazionale al Palazzo di Vetro a New York (2001) e tre Convegni internazionali all’UNESCO a Parigi (2000, 2006, 2007). Inoltre, due dei progetti ecobiologici portati avanti dal pensiero dell’Ontopsicologia nel mondo – “Recanto Maestro” (Brasile) e “Lizari” (Lettonia) – realizzati per il recupero nel mondo di zone in difficoltà e per il lancio di un nuovo modello di integrazione tra ambiente, sviluppo economico e culturale, sono stati selezionati e presentati all’Annual Ministerial Review International Fair (AMRIF) del 2007. Ma come nasce un progetto ontopsicologico?
Il progetto parte come costruzione di una scuola, di un centro di formazione per applicazione di una pedagogia in grado di affrontare le problematiche locali, su cui interviene l’apporto internazionale. Il centro educativo – esaurita la prima parte dello scopo formativo locale – diventa un centro internazionale di cultura umanistica, sociale e di arte. Per questo è necessario costruire caseggiati come albergo, ristorante, aule di formazione per le persone che si interessano al progetto. Il progetto deve avere in parallelo anche un interesse di investimento economico su cui poi partners decidono di investire. Tutti i guadagni o i profitti, una volta remunerati gli investimenti, vengono reinvestiti nel progetto. Gli investitori potranno guadagnare solo quando il centro ha esaurito la prima fase di utilizzo per la formazione dei locali, e cioè quando è autonomo nella gestione e diventa un centro internazionale.